STORIA DELL'ARTE

Il Doriforo di Policleto: scheda di lettura dell’opera

Salve a tutti!

In questo nuovo articolo esaminerò con voi un’altra meravigliosa scultura dell’antica Grecia classica: il Doriforo di Policleto. Buona lettura!

OGGETTO: scultura – copia della fine del II secolo a.C. da un originale in bronzo

DATAZIONE: originale – 450 a.C. (metà del V secolo a.C.)

STILE: classica

DOVE: venne realizzata nel periodo in cui Policleto era attivo nel Peloponneso

LUOGO DI CONSERVAZIONE: Museo archeologico nazionale (Napoli)

DIMENSIONE: alta 212 cm

MATERIALE: copia in marmo

ANALISI E DESCRIZIONE DELL’OPERA

  • Doriforo significa “portatore di lancia”.
  • Rappresenta un giovane nudo che cammina lentamente, con una lunga lancia (andata perduta) appoggiata sulla spalla sinistra.
  • Raffigura il momento esatto in cui il giovane sta per portare in avanti la gamba sinistra, spostando il peso del corpo sulla gamba destra. Esprime la potenzialità del movimento.
  • La testa, inclinata verso destra, mostra un volto idealizzato con occhi piccoli, lineamenti regolari e capigliatura dettagliata.
  • La tradizione scultorea peloponnesiaca si nota nella massiccia muscolatura, che alterna tensioni e rilassamenti.
  • Qui la ponderazione si basa sul chiasmo (“incrocio di elementi”) e sull’opposizione reciproca delle singole parti del corpo, in modo da generare un equilibrio perfetto. Policleto. infatti, aveva capito che ogni movimento o tensione di una parte del corpo doveva coinvolgere tutto il resto della figura.
  • Il Doriforo doveva esprimere i valori estetici e etici (molto importanti nella Grecia classica), ossia il giusto mezzo, il bene e la bellezza. E ciò si realizza grazie all’utilizzo del Canone (“regola”) ossia lo strumento usato per calcolare le misure (le proporzioni reciproche) basato su rapporti numerici.
Schema del chiasmo compositivo
  • Con il Doriforo Policleto risolse il problema del bilanciamento del peso del corpo e del movimento dell’anca, intrapresi per la prima volta nel V secolo a.C. nell’Efebo biondo e poi nell’Efebo della bottega di Crizio e Nesiote (vedi l’articolo L’Efebo di Crizio e Nesiote – scheda di lettura dell’opera).
  • Questa statua fu ritenuta la perfetta espressione della gioventù, pronta sia alla ginnastica che all’uso delle armi; il gesto raffigurato ha prevalso sull’identità del personaggio ritratto.
  • Inoltre, è improbabile che il Doriforo non raffigurasse un soggetto specifico deciso dal committente (e alcuni indizi confermano questa ipotesi). In effetti, il termine Doriforo era utilizzato in ambito militare e la lancia (in greco “dóry”) era l’arma da guerra lunga impiegata dagli eroi dell’Iliade.
  • Inoltre, secondo alcuni studi recenti il Doriforo possedeva uno scudo al braccio sinistro, mentre nella mano destra (che ha una cavità di forma rettangolare) probabilmente reggeva il fodero di una spada.
  • Quindi, il Doriforo è l’immagine di un eroe guerriero, armato e pronto a combattere e quasi certamente un eroe mitico, come Teseo o Achille.
  • Esistono anche per questa statua diverse versioni, tra cui il Doriforo del Braccio Nuovo (Musei Vaticani), il Doriforo nel Museo Puškin di Mosca e il Doriforo di Vienna (Kunsthistorisches Museum). Due statue complete , ora in fase di restauro, si trovano agli Uffizi.
Confronti fra (a partire da sinistra): Doriforo del Braccio NuovoDoriforo di MoscaDoriforo di Vienna

 

MAPPA

Se desideraste andare a visitare l’opera, vi lascio qui i link della mappa e del sito ufficiale del museo:

Mappa

Museo archeologico nazionale di Napoli 

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Tutti i diritti sono riservati all’autrice Chiara Albanesi.

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